YOURSELF IN MY SHOES

Naomi Boiko Stapleton, Margaux Bricler, Kora Moya Rojo, Xueqing Zhu

18/01/2023 – 18/02/2023

Kora Moya Rojo, Tu Perfume Rosa, Ave Suntuosa 2022 – Oil and acrylic on canvas – 120 x 100 cm

IT

La mostra raccoglie 4 artiste che hanno in comune nel loro lavoro l’ibridazione in diverse forme e con diverse iterazioni del corpo femminile con altri elementi desunti dal mondo animale e da quello vegetale. Nei lavori delle artiste in mostra si riflette la scoperta, tipica della società contemporanea della complessità di identificazione e auto-rappresentazione dell’umano: il corpo, nella nostra epoca è concepito come una realtà mutevoletransitoria, definita dal contesto culturale. L’arte non ci offre una risposta nella risoluzione del disordine del contemporaneo, piuttosto ci dispone verso una presa di coscienza e una nuova concezione della vita.

Le artiste in mostra hanno deciso di accettare la sfida con l’animale e il mondo naturale, abbandonando il loro antropocentrismo (l’uomo al centro delle cose, misura delle cose) per coabitare, co-evolversi insieme all’animale e al vegetale rappresentando una realtà fatta di alterità. Il processo di morphing che si ritrova in questi lavori è molto materico e viscerale, perfino nei lavori più onirici, ma porta – contrariamente a quanto avviene nel morphing digitale – a una definizione ancora più nitida e preponderante del carattere femminile. Un morphing che amplifica la figurazione e apre a molteplici significati e interpretazione ma che alla fine esalta e ritorna al corpo e alla sensualità femminile, che emerge quasi rinforzata.

Il centro dei lavori di Kora Moya Rojo(Cartagena, 1993) è il corpo femminile, non rappresentato in modo realistico ma citato attraverso elementi naturali. Nei suoi lavori si ritrovano elementi che sono e sono stati simboli nelle culture antiche di tutto il mondo della fertilità, della femminilità, della nascita e della rinascita. Nei due lavori in mostra i protagonisti sono due fiori, che alludono alla sensibilità e delicatezza dell’organo genitale femminile, uno dei quali immerso nell’acqua, elemento da cui si è originata la vita e che ne permette l’esistenza. Le api sono al tempo stesso emblema della riproduzione, per il loro ruolo nell’impollinazione dei fiori, ma anche personaggi invadenti, che si avvicinano e corteggiano i fiori e inconsciamente li violano, pedine ignare delle logiche naturali che perpetuano la specie. L’artista riflettere sulla società che fa pressione sulle donne e dice loro cosa fare del proprio corpo, imponendo la riproduzione come scopo ultimo della loro vita. I suoi lavori parlano di libertà e rappresentano il corpo come una forza maestosa e potente che non può essere distrutta e che può essere plasmata e modellata a seconda della volontà individuale.

Kora Moya Rojo è un’artista spagnola con sede a Londra. Ha esposto nel Regno Unito e a livello internazionale, partecipando a mostre collettive quali: Wilderness of Being, HdM Gallery x Cassandra Bowes, Londra, UK; Narratives in Blossoming Vigor, SENS Gallery, Hong Kong, HK; Dark Roof, trio show, Liliya Art Gallery, Londra, UK. Ha in programma una mostra personale ad Hong Kong e due mostre collettive tra Londra e il Messico. Si è laureata alla University of Fine Arts Murcia, Spagna. Kora è stata artista in residenza presso Cobertizo, Jilotepec, Messico l’anno scorso ed è stata artista in residenza presso Joya Air, Almería, Spagna. 

Nelle opere di Naomi Boiko Stapleton (Tiberias, 2000) viene rappresentata una storia individuale non lineare e non letterale. La sua pittura richiama i ricordi, incarna le sensazioni provate, riecheggia ad un mondo favolistico dove umano e naturale sono abbinati per amplificare le esperienze. Il suo lavoro attuale è realizzato con l’acquerello, la cui natura volatile consente un processo intuitivo e incarnato. L’acquerello è in grado di accennare a una forma percepibile senza ridurla a un’immagine o a una narrazione fissa.

Naomi Boiko-Stapleton è un’artista israeliana con sede in Inghilterra. Ha conseguito il BA presso l’Università di Brighton. Ha partecipato a numerose mostre collettive come Juice Box, RuptureXIBIT, Londra; Accessible Art Work, Black White Gallery, Londra; Dot to dot, Coachwerks Gallery, Brighton; Shapes and things, Open Ealing Art Studio.

In molte delle sue produzioni Margaux Bricler (Parigi, 1985) esalta e rivendica la forza femminile. I suoi lavori alludono direttamente al corpo pur non rappresentandolo mai direttamente, in un equilibrio perfetto tra presenza/assenza. Margaux porta in scena il corpo femminile, restituendogli un nuovo spazio e demolendo i simboli della cultura patriarcale, decostruendo il tradizionale ruolo della donna imposta nella società, riempiendo quella stessa narrazione stereotipata di una nuova idea di femminile. Così in Sêma, Sôma (dal greco prigione/corpo) si assiste al superamento del concetto della tradizione della Grecia Classica per cui solo il corpo maschile sarebbe archetipo di perfezione. Nella serie di piedi di caprino di Maison Marginale, che si presenta come un percorso che “guida” la mostra, viene spodestato il simbolo del fauno/“maschio predatore” in favore dell’organo femminile che rivendica un proprio spazio e una propria sessualità.

Margaux Bricler ha tenuto la sua prima mostra personale Un œuf, un caillou, un chat alla Galerie Michel Rein di Parigi. Ha recentemente esposto in un a collettiva a Casa Testori e nel 2021 al Festival dei due Mondi di Spoleto. E’ stata artista in residenza al Bocs Crt Cosenza curato da Giacinto Di Pietrantonio e precedentemente a Nantes, Parigi e Madrid. Ha conseguito un Master of Fine Art all’ École Nationale Supérieure des Beaux-Arts de Paris e vive tra Parigi e Milano.

I lavori di Xueqing Zhu (Cina, 1996), rappresentano scenari onirici, dove umano e mondo naturale si uniscono e si compenetrano. L’artista crea figure ibride, mescolate a elementi naturali, animali e favolistiche, decostruendo mondi per crearne altri, superando la linea netta che definisce reale/irreale. Mette in risalto l’uomo e la sua presa di coscienza della propria animalità, superando il modo in cui la tradizione ha pensato questa dicotomia. La mutazione e compenetrazione diviene il centro, il motore della diversità e inizio del processo di rendere possibile una evoluzione. In un mondo immaginario, sognato, la coesistenza dell’alterità uomo/natura diventa visibile e accessibile ai nostri occhi e il corpo, mutato e ampliato, diviene paesaggio da abitare, da ospitare, da indagare e da rivelare.

Xueqing Zhu ha studiato presso l’Università di Pechino e l’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Nel 2021 e 2022 ha partecipato alla mostra collettiva Antares presso Extraordinario Workshop con Vulcano Agency, Marghera,Venezia. Nel 2022 ha partecipato a Palazzo Monti Degree ShowIII curata da Edoardo Monti presso Palazzo Monti, Brescia e alla mostra Nelle selve non più belve a cura di Daniele Capra e sorelle Pers con Vulcano Agency e Rave East Village Artist Residency. Vive e lavora a Mestre, Venezia.

ENG

The exhibition brings together four female artists who have in common the hybridisation of the
female body with other elements of the animal and plant world in different shapes and with
different interactions. The works of the artists in the exhibition reflect the discovery, which is
typical of contemporary society, of the complexity of the identification and self-representation of
the human being. The human body today is conceived as a changing, transitory reality, defined by cultural context. Art does not offer us an answer in resolving the chaos of the contemporary, but rather leads us towards an awareness and a new conception of life.

The artists in the exhibition have decided to accept the challenge with the animal and the natural world, abandoning their anthropocentrism (man at the centre of things, the measure of things) in order to cohabit and to co-evolve with animals and plants, representing a reality made of alterity. The morphing process found in these works is very material and visceral, even in the most dreamlike works, but it leads – contrary to digital morphing – to an even sharper and more predominant definition of the female character. A change that amplifies figuration and opens up to multiple meanings and interpretations and ultimately enhances and returns to the body and female sensuality which emerges almost reinforced.

The centre of Kora Moya Rojo‘s work (Cartagena, 1993) is the female body which is not represented realistically but is quoted through natural elements. In her works elements that are and have been symbols of fertility, femininity, birth and rebirth in ancient cultures throughout the world can be found. In the two works of the exhibition, the protagonists are two flowers, that allude to the sensitivity and fragility of the female genital organ, one of which is immersed in water, the element from which life originated and which allows it to exist. Bees are at the same time emblems of reproduction, due to their role in pollinating flowers, but are also invasive characters, who approach and court flowers and unconsciously violate them – unaware pawns of the natural logic that perpetuates the species. The artist reflects on the pressure that society has on women telling them what to do with their bodies and imposing reproduction as the ultimate goal. Her works speak of freedom and represent the body as a majestic and powerful force that cannot be destroyed and can be shaped and moulded according to individual will. 

Kora Moya Rojo is a Spanish artist based in London. She has exhibited in the UK and overseas, participating in group exhibitions such as: Wilderness of Being, HdM Gallery x Cassandra Bowes, London, UK; Narratives in Blossoming Vigor, SENS Gallery, Hong Kong, HK; Dark Roof, trio show, Liliya Art Gallery, London, UK. She has a solo exhibition planned in Hong Kong and two group exhibitions between London and Mexico. She graduated from the University of Fine Arts Murcia, Spain. Kora was artist-in-residence at Cobertizo, Jilotepec, Mexico last year and was artist-in-residence at Joya Air, Almería, Spain.

In Naomi Boiko Stapleton’s works (Tiberias, 2000), a non-linear and non-literal individual history is represented. Her paintings recall memories, embodies feelings and echoes a fairy tale world where human and nature are combined to amplify experiences. Watercolours are used in her current work as their volatile nature allows for an intuitive and embodied process. Watercolours are able to hint at a perceptible form without reducing it to a fixed image or narrative.  

Naomi Boiko-Stapleton is an Israeli artist based in England. She holds a BA from the University of Brighton. She has participated in numerous group exhibitions such as Juice Box, RuptureXIBIT, London; Accessible Art Work, Black White Gallery, London; Dot to dot, Coachwerks Gallery, Brighton; Shapes and things, Open Ealing Art Studio.

In many of her works Margaux Bricler (Paris, 1985) glorifies and affirms feminine strength. She alludes to the body while never representing it directly, in a perfect balance between presence and absence. Margaux brings the female body on stage, giving it a new space and demolishing the symbols of patriarchal culture, deconstructing the traditional role of women imposed in society and remodelling that same stereotyped narrative with a new idea of the feminine. Thus, in Sêma, Sôma (from Greek prison/body) we see the overcoming of the concept of the Classical Greek tradition by which only the male body can be the archetype of perfection. In the Maison Marginale‘s series of goat feet, which is presented as a path that “guides” the exhibition, the symbol of the faun/”predatory male” is ousted in favour of the female organ that claims its own space and sexuality. 

Margaux Bricler held her first solo exhibition Un œuf, un caillou, un chat at the Galerie Michel Rein in Paris. She recently exhibited in a group show at Casa Testori and in 2021 at the festival dei due Mondi in Spoleto. She was artist-in-residence at Bocs Crt Cosenza curated by Giacinto Di Pietrantonio and previously in Nantes, Paris and Madrid. She holds a Master’s degree in Fine Art from the École Nationale Supérieure des Beaux-Arts de Paris and lives between Paris and Milan.

The works of Xueqing Zhu (China, 1996), represent dreamlike scenarios, where the human and the natural world come together and interpenetrate. The artist creates hybrid figures mixed with natural, animal and fairy tale elements, deconstructing worlds to create others and overcoming the sharp line that defines real/unreal. She emphasises mankind and the awareness of its own animality, going beyond the way tradition has thought of this dichotomy. Mutation and interpenetration become the core, the engine of diversity and the beginning of the process of making evolution possible. In an imaginary, dreamed world the coexistence of the otherness of man and nature become visible and accessible to our eyes and the body mutated and enlarged becomes a landscape to inhabit, to host, to investigate and to reveal.

Xueqing Zhu studied at Peking University and the Academy of Fine Arts in Venice. In 2021 and 2022 she participated in the group exhibition Antares at Extraordinario Workshop with Vulcano Agency, Marghera,Venice. In 2022 she took part in the Palazzo Monti Degree ShowIII curated by Edoardo Monti at Palazzo Monti in Brescia and in the exhibition Nelle selve non più belve curated by Daniele Capra and Pers sisters with Vulcano Agency and Rave East Village Artist Residency. She lives and works in Mestre,